Decisioni efficaci

Formazione e Coaching a supporto delle decisioni.

Già in Administrative Behavior (1976) il premio Nobel Herbert Simon parte dall’assunto che non sempre gli individui impostino i processi decisionali in modo razionale. Un buon dirigente può svolgere un efficace processo di problem solving ma Simon conclude che un’impostazione oggettivamente razionale non può comunque essere condotta sino in fondo, a causa dei limiti di conoscenza e di capacità degli esseri umani.

A partire dai pioneristici studi condotti da Irving Janis sulla gestione di crisi internazionali da parte di leader politici di otto amministrazioni americane emerge un modello teorico per l’interpretazione dei processi di decisione politica e manageriale che tiene conto di un gran numero di ricerche e contributi provenienti da diverse discipline (Janis 1989).

Kahneman spiega come una grande quantità di questi processi dipendono da reazioni emotive veloci ed intuitive che promettono una certa efficienza ma espongono altrettanto a bias cognitivi, errori sistematici che cominciano ad essere ben documentati nei più svariati campi: dalla psicologia delle organizzazioni alla strategia, dalla medicina al marketing ed alla finanza (Kahneman 2011).

Emerge l’importanza dell’utilizzo e della formazione sull’impiego di strategie vigilanti nei processi decisionali, atte ad integrare al meglio le capacità delle risorse organizzative e a ridurre il verificarsi di errori nella valutazione informativa, nella deliberazione decisionale e nella programmazione.

Un programma di formazione sull’impiego di tecniche analitiche e strategie vigilanti nei processi decisionali può contribuire in modo determinante alla qualità dei loro esiti in modo diretto, chiaro e verificabile. Ciò richiede naturalmente il coraggio iniziale di mettere in discussione abitudini di scelta e punti di riferimento preesistenti, allenandosi alla riflessione e al ragionamento in nome del pensiero critico.

Non una propensione a criticare a prescindere quindi ma quella capacità promossa dal World Economic Forum nel suo report sul futuro del lavoro al secondo posto tra le competenze trasversali più richieste dal 2020 per mantenere competitività in un mondo che cambia sempre più velocemente e caratterizzato da sempre maggiore complessità.

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Strategie Cognitive

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